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Lavorare meno per ridurre lo stress lavoro correlato e aumentare la produttività: funziona davvero?

Negli ultimi anni il modo di concepire e organizzare il lavoro è profondamente cambiato. Alla diffusione del lavoro ibrido e della maggiore flessibilità si è affiancato un interesse sempre maggiore per la riduzione dell’orario di lavoro, con l’obiettivo di migliorare il benessere delle persone senza compromettere la produttività.

Si è diffusa la cosiddetta settimana corta, un modello che può prevedere quattro giorni lavorativi anziché cinque, talvolta con una vera e propria riduzione delle ore complessive e talvolta con la semplice redistribuzione delle ore nell’arco della settimana. Esistono inoltre sperimentazioni basate sulla riduzione dell’orario giornaliero, per esempio attraverso giornate lavorative più brevi.

Il tema ha attirato l’attenzione di aziende e istituzioni in diversi Paesi, dando origine a molte sperimentazioni. Dai risultati osservati in diversi contesti si è potuto osservare che una riduzione dell’orario, se accompagnata da una diversa organizzazione del lavoro e da obiettivi realistici, può avere effetti positivi sul benessere psicofisico, sulla soddisfazione dei lavoratori e, in alcuni casi, sulla produttività.

Ma lavorare meno significa davvero lavorare meglio? E soprattutto, una riduzione dell’orario può contribuire a prevenire o a ridurre lo stress lavoro-correlato?

La risposta non è sempre “sì” per ogni azienda o per ogni lavoratore. La produttività, infatti, non dipende soltanto dal numero di ore trascorse al lavoro, ma anche dalla qualità dell’organizzazione, dai carichi e dai ritmi lavorativi, dal livello di autonomia, dalle relazioni professionali e dalla possibilità di recuperare energie fisiche e mentali.

La domanda diventa quindi più interessante: che cosa succede quando si riduce il tempo dedicato al lavoro senza aumentare la pressione durante le ore lavorate? E quali possono essere le conseguenze sulla salute, sullo stress e sull’efficienza?

Se ti interessa l’argomento sullo stress da lavoro correlato e le sue conseguenze, e vuoi saperne di più, visita la mia pagina con le pubblicazioni che ho curato personalmente.

Il mio ultimo lavoro si è concentrato proprio sulla gestione dello stress da lavoro correlato. Si tratta di un eBook semplice, pratico, dal prezzo irrisorio, ma con all’interno alcune preziose e inedite tecniche efficaci per ritrovare:

  • relax
  • lucidità ed equilibrio
  • serenità mentale
  • abbassare la pressione sanguigna
  • diminuire lo stress (responsabile di moltissime patologie correlate, disturbi
    alimentari, fame fuori controllo e difficoltà a perdere l’insidioso grasso
    addominale)

Lo stress lavoro correlato

Organizzazione, responsabilità, gestione, ambiente di lavoro, possono incidere sulle persone a livello fisico, psicologico e mentale, con la conseguenza che l’addetto possa ammalarsi e calare di produttività, creando un danno a sé stesso e all’azienda. Ciò si definisce Stress da Lavoro Correlato (SLC) ed è un rischio che ogni impresa dovrebbe calcolare per i propri dipendenti, in ogni contesto.

Avere in azienda persone stressate potrebbe portare alla creazione di un clima di lavoro poco stimolante e a diversi problemi in fase di produzione. Statisticamente, molte richieste di malattia e di permessi se ne vanno via per svolgere visite e controlli sanitari e psicologici.

Lo stress, inoltre, è colpevole di molti problemi del sonno. Si intuisce chiaramente che in tali condizioni fisico – psicologiche, entrare in un vortice negativo è cosa semplice e quasi automatica, come pure certificare l’esaurimento o il cosiddetto burn out.

Ridurre lo stress lavoro correlato: Gli studi confermano la validità della settimana corta

Già nel 2017, uno studio dell’Indipendent (in seguito a un mese di test) ha mostrato come con 6 ore di lavoro per 5 giorni settimanali, le persone stiano fisicamente meglio e siano maggiormente stimolate a lavorare, ottimizzando i tempi e risultando più produttive.

In una casa di riposo svedese il test si è protratto per un anno dando risultati più che soddisfacenti. Si è dimostrato un calo delle richieste di permesso, una importante riduzione del tasso di assenteismo, ma soprattutto un decremento del 50% dei giorni di malattia.
Si è espressa in merito anche l’Università di Cambridge, rilevando benefici della settimana lavorativa corta e comprovando come, con un orario di lavoro di 32 ore in 4 giorni, la maggior parte dei dipendenti dichiari si sentirsi meglio, con maggiore energia e con più concentrazione nelle mansioni da svolgere in ufficio o nei reparti di produzione.

E per l’azienda? La settimana corta porta vantaggi?

Ci sono testimonianze che dimostrano come nel periodo di prova di tale nuova organizzazione dell’orario lavoro, il rendiconto finanziario dell’impresa sia addirittura migliorato, generando una riduzione di costi e un incremento del fatturato.

Il beneficio principale per le aziende riguarda principalmente la continuità lavorativa:

  • riuscire a ridurre le assenze di personale
  • abbattere il numero di permessi
  • diminuire le richieste di malattia.

Tutto ciò comporta sicuramente una produzione migliore e più costante. Ci sono uffici che rimangono chiusi il venerdì, con un comprovato abbattimento di costi fissi e di consumi energetici.
Inoltre, è rilevante come, nei giorni precedenti a quello di chiusura, il lavoro venga meglio distribuito e organizzato in tempi più celeri, fornendo così delle risposte più immediate a clienti e fornitori.

Vantaggi molto simili si hanno anche in caso di riduzione oraria di lavoro giornaliera: prevedere un impiego di 6 ore al giorno di lavoro, per l’impresa vuol dire ottimizzare le risorse specialmente in inverno, riducendo i consumi di elettricità e riscaldamento.

Dunque, come possiamo vedere, ridurre lo stress lavoro correlato per le persone comporta vantaggi non solo lato umano, in termini di salute, ma anche alle aziende, dal punto di vista dei consumi.

Stai sperimentando una condizione di stress da lavoro?

Non prenderla alla leggera, se ti senti pressare da richieste che superano la tua tolleranza, se ti accorgi che la qualità del suo sonno sta scadendo, come pure quella dei rapporti nel tuo privato o con la sfera sociale, che non riesci a prenderti cura di te, e stai rinunciando alla palestra o ai tuoi hobby… fermati un attimo e prendi fiato. Il lavoro è sacrosanto, ma non può prendersi la tua salute. Non vale così tanto!

E aggiungo, se hai bisogno di supporto, puoi contattarmi su Whatsapp [+39 329 7035376], sui Social (https://www.facebook.com/dottssaelisa.cassi / https://www.instagram.com/ipnotista_dottssaelisacassi) o per e-mail: info(at)elisacassi.it.

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